Segnare una data sul calendario non è mai stato così concreto per chi usa ancora un telefono datato.
Non è una novità improvvisa, ma un passaggio tecnico che si ripete nel tempo. Solo che questa volta la soglia si alza e coinvolge una fascia ancora ampia di utenti che, magari senza rendersene conto, continuano a usare smartphone ormai fuori dagli standard attuali.
La novità principale riguarda il sistema operativo richiesto per continuare a usare WhatsApp. A partire dall’8 settembre 2026, l’app funzionerà solo su dispositivi con Android 6 o versioni successive.
Questo significa che tutti i telefoni fermi a versioni precedenti non saranno più compatibili. Non si tratta di un semplice rallentamento o di qualche funzione in meno: l’app smetterà proprio di aprirsi e di funzionare.
Già oggi, per molte configurazioni, è richiesto almeno Android 5.0 o iOS 15.1, ma con il nuovo aggiornamento il livello minimo si alza ulteriormente, restringendo ancora di più la platea dei dispositivi supportati.
Il punto centrale non è il modello del telefono, ma la versione del sistema operativo. Se non può essere aggiornata, non c’è margine.
Gli smartphone che rischiano di restare fuori
Il taglio riguarda soprattutto dispositivi usciti prima del 2014, molti dei quali sono ancora in circolazione. Tra i modelli più citati ci sono vecchie icone del mercato come Samsung Galaxy S3, Galaxy Note II o i primi Motorola Moto E.
Anche sul fronte Apple la situazione è simile: gli iPhone 6 e 6 Plus, ad esempio, non possono arrivare alle versioni richieste e quindi sono destinati a perdere l’accesso.
Sono telefoni che per anni hanno funzionato senza problemi, spesso ancora utilizzati come dispositivi secondari o da chi non sente l’esigenza di cambiare. Ma il software, nel frattempo, è andato avanti.

Perché WhatsApp prende questa decisione (www.bgexcel.info)
Dietro questa scelta non c’è solo una questione commerciale. Il motivo principale è la sicurezza.
Le versioni più vecchie dei sistemi operativi non ricevono più aggiornamenti e diventano vulnerabili. Continuare a supportarle significherebbe mantenere standard più bassi per tutti, soprattutto su un’app che gestisce comunicazioni private e dati sensibili.
C’è poi un altro aspetto, meno evidente ma altrettanto concreto: le nuove funzioni richiedono più potenza, nuove librerie e sistemi di protezione aggiornati. I dispositivi più vecchi semplicemente non riescono a reggere questo salto tecnologico.
Cosa succede a chi ha un telefono non compatibile
Quando arriverà il momento, l’effetto sarà immediato: WhatsApp non funzionerà più, senza possibilità di continuare a usarlo in modo ufficiale.
Non si potranno inviare né ricevere messaggi, e nemmeno accedere alle chat salvate direttamente dall’app. È questo il passaggio che molti sottovalutano.
Per chi è coinvolto, la soluzione non è tecnica ma pratica: verificare la versione del sistema operativo nelle impostazioni e capire se è ancora aggiornabile. Se non lo è, l’unica strada resta cambiare dispositivo.
Una scelta che racconta qualcosa di più
Questo aggiornamento non riguarda solo WhatsApp. È il segnale di un passaggio più ampio, in cui la tecnologia lascia indietro intere generazioni di dispositivi senza fare rumore.
Molti di questi telefoni funzionano ancora perfettamente per chiamare o navigare. Eppure, basta un’app che smette di supportarli per trasformarli, di fatto, in oggetti limitati.
E a quel punto la domanda non è più solo tecnica, ma quotidiana: quanto può durare davvero uno smartphone, oggi, prima di diventare inutilizzabile senza essere rotto?








