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Samsung nasconde un trucco molto utile nel sensore impronte: così puoi aprire app diverse con un dito

Raffaele Moauro 7 Aprile 2026
Smartphone con menu di personalizzazione

Samsung nasconde un trucco molto utile nel sensore impronte: così puoi aprire app diverse con un dito - Bgexcel.info

Su molti smartphone Samsung c’è una funzione poco conosciuta che permette di associare dita diverse ad app diverse, trasformando il sensore per le impronte in una scorciatoia rapida molto più utile del previsto.

Non si tratta di un hack nel senso classico del termine, né di una modifica rischiosa. È piuttosto una personalizzazione avanzata che sfrutta l’ecosistema Good Lock, la suite di strumenti con cui Samsung permette di cambiare diversi aspetti della One UI. Il risultato, però, è sorprendentemente pratico: un dito può aprire un’app, un altro può portare direttamente a un’app diversa, rendendo alcune azioni quotidiane più immediate.

In pratica, invece di usare il sensore solo per sbloccare il telefono, lo si può trasformare in un punto di accesso rapido. Per chi apre spesso le stesse applicazioni, come note, fotocamera, messaggi o social, il vantaggio è semplice da capire: meno passaggi, meno tocchi sullo schermo e un accesso più veloce alle funzioni più usate.

Come funziona il trucco nascosto di Samsung

La funzione non è visibile nelle impostazioni standard del telefono, ed è questo il motivo per cui molti utenti non la scoprono mai. Per attivarla bisogna passare da Good Lock, l’app di personalizzazione di Samsung disponibile sui dispositivi compatibili, e poi intervenire su uno dei moduli che estendono il comportamento del sistema. Secondo la guida pubblicata da Android Authority, l’idea è quella di usare il riconoscimento delle impronte non solo per l’autenticazione, ma anche come comando rapido associato a specifiche app.

Il punto interessante è che il sistema può distinguere tra dita diverse già registrate sul dispositivo. Questo significa, per esempio, che il pollice può aprire un’app di uso frequente, mentre l’indice può portare a un’altra. È una soluzione che non cambia radicalmente il telefono, ma rende l’esperienza più personale e veloce, soprattutto per chi usa spesso lo smartphone con una sola mano.

Perché può essere davvero utile ogni giorno

Molte funzioni di personalizzazione sembrano interessanti solo sulla carta, ma poi restano inutilizzate. Qui succede il contrario, perché il vantaggio si nota subito. Aprire direttamente un’app dal sensore fingerprint può diventare comodo quando si vuole arrivare al volo a una nota, alla lista delle cose da fare, ai messaggi o a un’app usata per lavoro.

Il valore di questa opzione sta proprio nella sua semplicità. Non richiede widget sulla home, non obbliga a creare schermate piene di collegamenti e non impone cambiamenti drastici nelle abitudini. Lavora in sottofondo e accorcia il percorso. È una piccola ottimizzazione, ma nel tempo può rendere il telefono più rapido da usare.

Va anche detto che Samsung continua a puntare molto sulla personalizzazione della propria interfaccia. Good Lock è diventato negli anni una sorta di laboratorio parallelo della One UI, dove finiscono funzioni che non tutti cercano, ma che per alcuni utenti fanno una differenza concreta.

Cosa serve per provarlo

Per usare questa scorciatoia bisogna prima avere il lettore di impronte attivo e almeno alcune dita già registrate sul dispositivo. Samsung spiega infatti che i Galaxy permettono di aggiungere più impronte e di gestirle dalle impostazioni di sicurezza, così da usare dita diverse a seconda di come si impugna il telefono.

Da lì entra in gioco Good Lock, che su molti modelli Galaxy apre l’accesso a controlli più avanzati rispetto a quelli disponibili di default. La disponibilità concreta della funzione può cambiare in base al modello, alla versione software e ai moduli installati, quindi non tutti i dispositivi offriranno la stessa esperienza. Questo è il vero limite della soluzione: non è una funzione universale di Android, ma una personalizzazione legata al mondo Samsung.

Resta comunque uno di quei casi in cui una funzione nascosta riesce a migliorare davvero l’uso quotidiano. Non perché rivoluzioni il telefono, ma perché prende un gesto già abituale, quello dell’impronta, e lo trasforma in qualcosa di più intelligente e immediato.

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